Geraci Siculo

Vivere a Geraci Siculo, nel verde delle Madonie, vuol dire riscoprire un nuovo gusto della vita. Uscire a piedi di mattina nella stagione estiva per una salutare ossigenante passeggiata. Ad una decina di chilometri dal centro abitato si possono percorrere all’ombra i sentieri della stupenda sughereta. È in questa atmosfera che si dimentica l’acre odore del carburante, il caos, i rumori assordanti del traffico cittadino. Così Geraci Siculo diventa il posto ideale per un week-end a contatto con la natura, per gustare i prodotti tipici caseari, per cavalcare, per raggiungere i vicini campi di neve di Piano Battaglia. Ma anche per ammirare tanti monumenti d’arte di storia millenaria (Geraci Siculo, Guida illustrata, 1989).

Quando si parla di Geraci è naturale associare il nome a quello dei Ventimiglia, una famiglia d’origine ligure che, nel 1248, si trasferì in Sicilia al seguito di Federico II di Svevia e che lasciarono traccia della loro dominazione in molti paesi della dell’Isola. A Geraci spettò il ruolo di capitale della Contea e, ancor oggi, i suoi abitanti possono, tra l’altro, essere orgogliosi del Tesoro dei Ventimiglia, custodito nella cripta della Chiesa Madre. Tra i tanti pezzi pregiati ricordiamo un reliquiario ostensorio, donato da Francesco Ventimiglia, e realizzato da un artista che nel XIV secolo andava per la maggiore, Pino di San Martino da Pisa. La Chiesa di Santo Stefano è una delle più belle. Unico esempio di chiesa a croce greca esistente sulle Madonie, presenta inoltre un interessantissimo campanile a cuspide conica rivestita da mattoni policromi. Altra Chiesa di particolare interesse è quella di Santa Maria della Porta, edificata nella seconda metà del XV secolo. Essa conserva un raffinato affresco bizantino ed un trittico marmoreo attribuito al Mancino e al Vanella. La Chiesa di S. Bartolo, annessa all’ex convento degli Agostiniani, custodisce un grandioso polittico di scuola gaginiana.

Da vedere inoltre il Castello, posto a picco su di un costone roccioso. Costruito nel 1072, del possente impianto residuano suggestivi tratti di mura e la gotica Cappella di Sant’Anna. Da visitare anche la Falconiera. Geraci è uno dei pochi centri del meridione d’Italia in cui si pratica ancora la Falconeria, antica arte di addestrare i falchi alla caccia. A tal proposito, lo stesso Federico II scrisse un trattato su quest’arte Reliquia Friderici De Arte Venandi Cum Avibus.

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